Granfondo Montblanc 2019

Ci sono tanti buoni motivi per andare in Valle d’Aosta ma condividere una giornata di sport con i compagni di squadra pensiamo sia il migliore.

Ed è con questo spirito che tre nostri atleti sono partiti alla volta di Courmayeur per schierarsi al via della Granfondo La Montblanc.

Gara prestigiosa, profilo altimetrico importante e un paesaggio da sogno hanno fatto da sottofondo all’avventura di Diego, Fabrizio e Vittorio e allora non c’è niente di meglio che leggere le loro sensazioni.

Il primo a tagliare la linea del traguardo è stato Diego. Ecco le sue parole:

“Prima gara in assoluto per me…confesso che nella notte precedente non ho dormito molto bene, tensione? fantastico incontrarsi con i compagni alle 8, andare in griglia assieme e stemperare la tensione prima della partenza….poi pronti via, il cuore in gola e la voglia di fare, con la paura di strafare, cosa che purtroppo succede, appena la strada sale mi ingolosisco e non faccio caso che sto andando un po troppo forte, scambio la seconda salita per la terza e la faccio a tutta, veloce passaggio al ristoro per bere e mangiare qualcosa attendendo i compagni ma non vedendoli riparto, GPM, poi picchiata verso il fondo valle con salto di catena causa pericolosa buca….nel fondo valle trovo un treno buono ma sento che la salita precedente si fa sentire ed infatti arrivati alla terza salita è sofferenza pura, dosare bene le energie per paura di piantarmi e non concludere la gara….testa bassa e finalmente il GPM arriva! ovviamente ho abbandonato l’idea di fare il San Carlo ma sono esaltato dalla situazione per cui di nuovo in discesa a bomba ma con più cautela, la strada lo richiede e quando arrivo in fondo a Morgex vedo il cartello dei 5km all’arrivo: EMOZIONE FORTISSIMA, un anno fa pensavo che fosse impossibile, mi commuovo e faccio gli ultimi 5 tutti di slancio, raschiando il fondo del barile con le lacrime che mi scendono dagli occhi….certo quelli che ti passano come se fossi fermo mentre loro hanno fatto il San Carlo ti fiaccano un po’, ma cavoli ce la hai fatta, quindi all’ultimo km mi alzo in piedi e scatto, supero un manipolo di 6 corridori che ho davanti (magari avevano anche fatto il San Carlo ma la cosa mi esalta), all’ultima curva tiro sul la cerniera per presentarmi composto all’arrivo dove mi aspetta mia moglie e mia figlia, il resto sono lacrime di gioia come se davvero avessi vinto io (ED E’ COSI, la sfida con me stesso!)”

Da un’emozione all’altra, è la volta di Fabrizio che racconta così la sua impresa:

“Memori del tempismo con cui ci siamo presentati in griglia alla Tarros Montura di marzo, abbiamo deciso di essere in paese all’apertura delle griglie, un ora prima della partenza.
Essere cosi presto in griglia è stato utile per sbirciare le altre bici attorno a noi e allentare la tensione prima della partenza (anche se un ora è decisamente tanto).
Comunque pronti via si parte, decido di non esagerare nel primo salitone per evitare di trascinarmi dolori vari. Dopo lo scollinamento dopo pochi metri mentre seguivo Vittorio in discesa mi accorgo che la bici trema. Fortunatamente mi raggiunge Diego che mi segue per un po’ e conferma che la ruota posteriore balla alla grande.
Allora contrariato e preoccupato mi fermo e stringo il perno nella speranza di riuscire a fare i 30 km successivi di discesa a velocità accettabile. Ripartiamo e la bici sembra andare bene. Dopo un lungo inseguimento “stappavene” raggiungiamo un treno che ci permette di tirare il fiato fino alla prima salita.
Lì come da previsione vedo allontanarsi Diego e inizio la mia gara con me stesso, cercando di tenere quanto possibile nelle salite, convinto di recuperare qualcosa nelle discese.
Al primo ristoro in cima alla prima vera salita sono un fulmine, prendo sali e un pezzo di crostata al volo e riparto, senza perdere tempo.
La seconda salita che porta al GPM mi sembra durissima, inizio forte (per me) e supero un po di colleghi (con mio grandissimo stupore). Poi raggiungo Vittorio e da lì per tutta la salita continuiamo a sorpassarci. La discesa la faccio a tutta, evitando anche un simpatico scoiattolo che voleva venire con me a valle.
Memore dei garbati suggerimenti degli amici della squadra, continuo ad evitare le pause ai ristori come la peste,solo acqua al volo e via pedalare.
Purtroppo ai 5 km dall’arrivo inizio a rendermi che sono alla frutta. Cerco di tenere mentre vengo passato da quelli che arrivano dal San Carlo. Gli ultimi due km sono i più duri. Arrivato sul traguardo grande soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo fissato a gennaio. Dopo poco incrocio Diego, a cui lascio la bici colto da un crampo. E poi finalmente vado a prendere d’assalto senza freni il meritato rifornimento all’arrivo.”

E da lì a poco ecco anche Vittorio che descrive così la sua gara:

“Questa è la GF che ha dato inizio a tutto… comincio ad andare in bici con un amico (Fabrizio) un paio di anni fa e dopo un po’ di uscite decidiamo di darci un obbiettivo: avremmo dovuto partecipare ad una GF da lì ad un anno e puntammo il dito sulla Montblanc… ma come si fa a partecipare ad una GF? Abbiamo trovato che la via più furba (e, da buon genovese, anche economica) sarebbe stata quella di tesserarsi con una squadra. Fabrizio aveva già contatti con qualcuno di Lightning è così ecco che ci siamo iscritti e tesserati per raggiungere il nostro obiettivo.
Si potrebbe dire quindi missione compiuta…!
Si… ma in realtà nel frattempo sono successe un po’ di cose e invece di essere un punto di arrivo è diventato un punto di partenza!
innanzitutto è stata una grande fortuna quella di aver trovato una bella squadra composta da persone che amano l’andare in bici per lo stare insieme. Persone che ti aspettano e ti supportano soprattutto se sei (come spesso accade a me) l’ultimo. Persone esperte che si prendono la briga di pedalare piano come te per darti consigli fianco a fianco… Questo approccio aiuta a partecipare a quante più uscite di gruppo possibili con la conseguenza che si migliora senza troppe pressioni e quasi senza accorgersene!
Grazie alla squadra mi sono appassionato e vedendo che i miglioramenti con un po’ di costanza arrivano ho cambiato paradigma personale: dapprima ho iniziato ad andare in bici per perdere qualche chilo di troppo… ora, incentivato dai miglioramenti, sto ponendo attenzione su alcune abitudini alimentari e di vita che migliorano la vita! Un circolo virtuoso! Per inciso amo gli sport aerobici… prima della bici era la corsa che è arrivata dopo 26 anni di sigarette… W lo Sport!

…ma veniamo alla Montblanc! La seconda GF della mia breve carriera… risultato certo non eccellente (524/584), ma avendo iniziato da poco è già confortante non arrivare ultimo!????

Con l’idea che continuando ad allenarsi ogni volta sarà sempre meglio, ho intanto migliorato il mio approccio alla gara. Alla GF di Spezia ci sono arrivato impreparato, una vera e propria gita. Alla Montblanc mi sono divertito a fare un po’ di lavoro a tavolino: ho per così dire studiato il percorso, mi sono misurato le salite cercando di ‘riportarle’ a quelle conosciute per immaginare come poter gestire la gara. Avendone avuto il tempo ho anche fatto, i giorni precedenti, un giro sull’ultima dura salita di 7 km che termina sull’Arbetey con seguente rientro a Courmayeur su 10 km di falsopiano che inganna, ma non perdona… sopratutto alla fine del giro il giorno della gara…
Posso dire di essere arrivato preparato sul cosa aspettarmi, mi ero anche appuntato un paio di riferimenti rudimentali sul manubrio (attacco e durata dei pezzi difficili)… i primi due terzi di gara sono andati bene, ma ho pagato l’inesperienza con qualche errore da non ripetere:
1) ricognizione + sgambata del giorno precedente non mi hanno portato alla partenza fresco e riposato… e questo l’ho avvertito sulla seconda salita (quella già affrontata in ricognizione) in cui per fatica e caldo mi sono fermato due volte a riprendere le forze.
2) errore imperdonabile nell’ultimo terzo del percorso dove ero agganciato ad un treno che avanzava di buon passo e che riuscivo a tenere senza troppa fatica… ad un tratto, morto di sete, vedo un ristoro in falsopiano come un miraggio nel deserto e devio… ma mentre devio mi chiedo “ma che c@zzo fai!?” Così, nell’indecisione, rientro senza fermarmi… Il risultato?! Ho perso il treno e muoio di sete… riprendo così il mio patito rientro sugli ultimi 5km di quel falsopiano citato prima che infatti non ha perdonato… Ma dopotutto arrivare al traguardo rende felici e comunque orgogliosi di aver compiuto la propria impresa.
È sicuro che ci sia del margine di miglioramento imparando dagli errori! Diciamo che “senza errori” avrei finito sotto le 4 ore che a questo punto è l’obbiettivo dell’anno prossimo!!!

Partecipare alle GF da neofita è prendere parte ad una festa, girare in posti meravigliosi in sicurezza con strade chiuse e supporto organizzativo. Confesso che come lavoratore sedentario e padre di due figli, non ho grandi velleità di classifica, ma amo queste sfide personali per avere un obbiettivo da puntare per il quale cercare di migliorarsi ogni volta. Il tutto è possibile solo grazie alle uscite settimanali in compagnia della squadra, se no, uno, da solo, a fare una Montblanc non ci prova nemmeno!!!
Grazie a tutti ✌

E per condire il testo ora scelgo uno o due scatti emblematici…”

La ‘leggerezza’ che da la visione del traguardo sotto gli sguardi ammirati del pubblico ????????
E l’intimo (ma anche ebete) sorriso di chi in un modo o nell’altro ce l’ha fatta!

Crediamo ci sia poco da aggiungere se non un “Bravi!” ai nostri ragazzi. Un grazie di cuore per l’impegno e la voglia di divertirsi e pedalare insieme.

Nel ringraziare i nostri sponsor che ci supportano l’appuntamento è alla prossima avventura. Forza Lightning Team!!!

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